Humanitas

by Eleonora Prado

LA MOSTRA: il rispetto per l’uomo in quanto tale, la memoria storica, culturale, artistica, lo stato di civiltà, ovvero le più elementari virtù di umanità: sono questi i valori etici riassunti nel concetto di humanitas greca che da decine di secoli caratterizza la nostra società.
Cosa succede quindi, se la guerra ce ne priva?
Che cosa ci resta se muore l’humanitas?
Questa mostra si pone l’obiettivo di denunciare la guerra in quanto atto totalmente avverso ai nostri valori etici di umanità, mostrando in alcune delle opere esposte gli scenari di devastazione perpetrati dallo stato d’Israele in Palestina. Lo stoicismo col quale i nostri governi non si oppongono in alcun modo al genocidio attualmente in corso a Gaza, va contestato con tutti gli strumenti culturali in nostro possesso, a partire dall’arte.
Le opere esposte raccontano anche di connessioni stratificate, indistricabili tra gli uomini.
Eleonora Prado utilizza il suo soggetto ricorrente – i cavi dell’alta tensione – per rappresentare una strada non utopica, che produca nuove possibilità di diffusione capillare e di dialogo: tralicci che legano qualunque individuo al mondo, garbugli neri di cavi che – in apparente anarchia – connettono tra loro milioni di vite, di affetti, così come di guerre, di morti…
Perchè oggi come ieri, la soluzione – un ritrovato concetto di humanitas greca – è possibile solo se ci rendiamo conto d’essere tutti collegati tra noi. Ogni distanza è colmabile dialogando, ma soprattutto, DEPONENDO LE ARMI.

L’ARTISTA: Eleonora Prado (AKA Chinadez) pittrice e disegnatrice milanese classe 1981. Dipinge mescolando chine e inchiostri e disegna su Moleskine, possibilmente in viaggio. Il suo soggetto tipico è la trama fittissima dei tralicci in un paesaggio quasi interiore che scorre, composto di case come scatole cinesi, denso di fronde e di buio, intrecciato di migliaia di cavi dell’alta tensione e popolato spesso da grossi pennuti come corvi, o uccelli del paradiso.